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16 settembre 2026

Conto di base: la Banca d’Italia chiede il rispetto dei diritti dei consumatori stranieri


Una recente comunicazione della Banca d'Italia evidenzia le criticità riscontrate nell'accesso al "conto di base" e sollecita banche e Poste a garantire  il rispetto della normativa sull'inclusione finanziaria.

Tutti i consumatori soggiornanti legalmente nell’Unione europea, senza discriminazioni e a prescindere dal luogo di residenza, hanno diritto all’apertura di un conto di base.

Si tratta di un conto di pagamento che si rivolge a chi ha esigenze bancarie semplici come depositare, prelevare denaro, farsi accreditare lo stipendio o la pensione, avere una carta di debito e una carta di pagamento utilizzabile anche online.

Nonostante la normativa preveda un vero e proprio diritto individuale per tutti i consumatori legalmente soggiornanti nell'Unione europea — inclusi richiedenti asilo, rifugiati e persone senza fissa dimora — ad aprire un conto di pagamento con caratteristiche di base, la sua diffusione in Italia resta ancora limitata. È quanto emerge dall'analisi della Banca d'Italia, che ha diffuso  un documento di orientamenti di Vigilanza volto a richiamare gli intermediari (banche, Poste Italiane e altri prestatori di servizi di pagamento) a un corretto comportamento.

Diversi gli ostacoli che colpiscono in modo particolare la clientela vulnerabile e di origine straniera, quali:

  • Resistenze ingiustificate all'apertura: rifiuti immotivati nei confronti di soggetti non residenti ma legalmente soggiornanti, persone ritenute a "alto rischio" di riciclaggio o in condizioni economiche precarie.
  • Limiti informatici e documentali: sistemi e procedure che non riconoscono documenti regolari ma non ordinari, come la ricevuta della domanda di permesso di soggiorno o il codice fiscale provvisorio non alfanumerico.
  • Scarsa trasparenza e formazione: cataloghi incompleti, scarsa conoscenza del prodotto da parte del personale di sportello e mancanza di motivazioni chiare in caso di rifiuto.

Per superare queste barriere e promuovere l'inclusione finanziaria, la Banca d'Italia chiede ai prestatori di servizi di pagamento di adeguare normative interne, procedure e modalità di offerta. In particolare, gli intermediari dovranno:

  1. Chiarire le regole di accesso: ribadire formalmente che il diritto al conto spetta a tutti i legalmente soggiornanti nell'UE, senza che valutazioni generiche sulla situazione personale o economica possano giustificare un rifiuto.
  2. Adeguare i sistemi informatici: aggiornare le procedure per consentire la gestione di documenti regolari ma non standard (es. ricevuta del permesso di soggiorno o codice fiscale provvisorio).
  3. Valutazioni antiriciclaggio mirate: evitare automatismi o rifiuti basati unicamente sull'appartenenza a categorie considerate a rischio, applicando criteri proporzionati al singolo caso.
  4. Formazione e trasparenza: formare adeguatamente il personale di rete, pubblicizzare chiaramente il prodotto (evidenziandone la gratuità per le fasce a basso reddito o con ISEE inferiore alle soglie di legge) e motivare tempestivamente per iscritto eventuali dinieghi.

Gli operatori del settore ,si legge nella nota. hanno tempo fino al 30 novembre 2026 per adeguare i propri assetti. 

-        La nota della Banca d’Italia

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