
L’immigrazione in Toscana è una componente sempre più strutturale della società, con una crescente presenza di persone nate in Italia da famiglie con background migratorio. È quanto emerge dal Rapporto sull’immigrazione in Toscana 2026, curato dalla Regione Toscana, dal suo Osservatorio Sociale e da Anci Toscana, che analizza i percorsi di vita della popolazione straniera nei principali ambiti dell’istruzione, del lavoro, della salute e dell’accoglienza.
Secondo il rapporto, le persone straniere residenti in Toscana sono 433.381, pari all’11,8% della popolazione regionale, una percentuale che colloca la Toscana al terzo posto in Italia per incidenza. Considerando anche le persone con background migratorio che hanno acquisito la cittadinanza italiana e le seconde generazioni, la quota raggiunge il 15%.
La distribuzione sul territorio è disomogenea: l’incidenza più elevata si registra nella zona pratese, dove oltre un residente su cinque ha cittadinanza straniera. Nel 2025, inoltre, la comunità cinese, con 69.255 residenti, ha superato quella romena, che conta 68.882 persone.
Cresce anche il numero di studenti e studentesse con cittadinanza non italiana, che nell’anno scolastico 2024/2025 erano 67.899, pari al 17,1% della popolazione scolastica regionale. Circa due su tre sono nati in Italia. Permangono tuttavia differenze nei percorsi scolastici: gli studenti con background migratorio sono maggiormente presenti negli istituti professionali e registrano un tasso di insuccesso scolastico del 24%, contro l’8% degli studenti italiani.
Nel mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione della popolazione straniera è diminuito dal 22% del 2018 al 10% del 2024. Il tasso di occupazione resta però inferiore a quello della popolazione italiana, con differenze significative anche nelle condizioni lavorative e retributive.
Parallelamente, cresce l’imprenditoria: nel 2025 le imprese a conduzione straniera hanno raggiunto quota 59.255, pari al 17,5% del totale regionale.
Sul fronte del welfare, la spesa sociale dei Comuni toscani per l’area immigrazione ha raggiunto 28,1 milioni di euro nel 2023. Per quanto riguarda l’accoglienza, al 15 luglio 2026 la regione ospitava 9.627 persone, pari al 7,4% del totale nazionale, attraverso un sistema che comprende anche la rete del Sistema di accoglienza e integrazione (SAI).
Il rapporto evidenzia, accanto ai progressi nei percorsi di inclusione, la persistenza di criticità nell’accesso all’istruzione, al lavoro e ai servizi, oltre alla necessità di rafforzare gli interventi a sostegno delle persone più vulnerabili.
Nel corso della presentazione, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha sottolineato il contributo della popolazione straniera alla tenuta demografica e al sistema produttivo regionale. L’assessora regionale all’accoglienza e all’immigrazione, Alessandra Nardini, ha richiamato l’importanza di politiche integrate basate sulla tutela dei diritti, sull’accesso ai servizi e sulla partecipazione.
Anche la presidente di Anci Toscana, Susanna Cenni, ha evidenziato il ruolo dei Comuni nel tradurre le politiche di inclusione in risposte concrete nei settori della casa, della scuola, della salute e del lavoro.
Il rapporto offre così un quadro articolato dei cambiamenti demografici e sociali in corso, mettendo in evidenza sia il contributo della popolazione straniera alla società toscana sia le disuguaglianze che ancora caratterizzano l’accesso all’istruzione, al lavoro e ai servizi
Fonte: Regione Toscana