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06 novembre 2026

Abbandono scolastico e NEET, crescono i divari tra giovani stranieri e italiani


Tasso di early leavers tra stranieri è quasi quadruplo, quello di NEET quasi doppio. I nuovi dati Istat su “Livelli di istruzione e ritorni occupazionali"

Tra i giovani stranieri, l’incidenza di quanti abbandonano gli studi (early leavers) e di quelli che non sono né occupati né inseriti in percorsi di istruzione o formazione (NEET) è sproporzionalmente più alta che tra i giovani e italiani e il divario sta crescendo.

Sono due delle evidenze del report dell'Istat “Livelli di istruzione e ritorni occupazionali - Anno 2025” pubblicato il 3 novembre.

In Italia, nel 2025, la quota di 18-24enni che, in possesso al più di un titolo secondario inferiore, sono fuori dal sistema di istruzione e formazione (Early Leavers from Education and Training, ELET) si attesta all’8,2% (-1,6 punti rispetto al 2024), collocandosi al di sotto del valore medio Ue27 (9,1%). 

Tra i giovani con cittadinanza straniera è la quota di ELET è quadrupla rispetto agli italiani (26,2% contro 6,7%). Il dato varia molto a seconda dell’età di arrivo in Italia: dal 15,3% per chi è arrivato entro i primi nove anni di vita al 44,1% per chi è entrato nel Paese tra i 16 e i 24 anni. Gli ELET stranieri sono aumentati dell’1,9% tra il 2024 e il 2025, quelli italiani sono diminuiti dell’1,8%.

Tra i giovani di 15-29 anni in Italia, i cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training) sono il 13,3%, in diminuzione di 1,9 punti rispetto al 2024; Il fenomeno, si legge nel report, è particolarmente diffuso tra le donne, soprattutto se madri, tra i residenti nel Mezzogiorno e tra gli stranieri.

In particolare, tra i giovani stranieri in quella fascia di età, i NEET sono il 23,8%, un'incidenza quasi doppia rispetto a quella tra i coetanei italiani (12,2%). Inoltre, tra il 2024 e il 2025, l'incidenza dei NEET stranieri ha fatto registrare anche un lieve incremento (+0,1%), mentre tra gli italiani scendeva del -2,1%.

Istat riporta anche un ulteriore divario relativo ai ritorni occupazionali in base al titolo di studio: nel 2025 il tasso di occupazione cresce sia per gli italiani sia per gli stranieri, indipendentemente dal livello di istruzione e con la sola eccezione degli stranieri laureati; tra questi ultimi il tasso di occupazione scende al 68,4% (-0,6 punti), mentre tra gli italiani sale all’86,3% (+0,6 punti).

Diversamente dai differenziali occupazionali di genere che si riducono all’aumentare del livello di istruzione, il divario occupazionale per cittadinanza aumenta all’aumentare del titolo di studio: è massimo tra i laureati (17,9 punti; +1,2 punti rispetto al 2024), è decisamente più contenuto tra i diplomati, invertendosi a favore degli stranieri tra chi ha bassi titoli di studio. Il tasso di occupazione degli stranieri laureati è inferiore a quello degli stranieri diplomati (68,4% contro 70,7%).

Istat. Livelli di istruzione e ritorni occupazionali - Anno 2025 Testo integrale e nota metodologica Tavole