
Con la Conferenza Regionale Immigrazione del 20 maggio si è aperto in Puglia il percorso partecipativo per la costruzione delnuovo Piano regionale delle politiche per le migrazioni. Con questa conferenza, realizzata nell’ambito del progetto Puglia Inte(G)razione. Interazione e Governance interculturale, si rinnova un impegno lungo più di un decennio: costruire politiche per l’inclusione e la partecipazione dei migranti a partire dall’ascolto e dal coinvolgimento attivo delle realtà territoriali.
Ospitata nello Spazio Murat, nel cuore della città di Bari, e promossa dalla Sicurezza del Cittadino, Politiche per le Migrazioni e Antimafia Sociale della Regione Puglia, in collaborazione con Nova Consorzio nazionale per l’innovazione sociale, con la partecipazione di oltre trenta relatori e moderatori e circa trecento partecipanti provenienti da tutte le sei province pugliesi, la conferenza ha riunito una pluralità di attori territoriali provenienti dal mondo delle istituzioni, dell’università, dei servizi, dell’associazionismo, delle professioni giuridiche e del terzo settore. Persone e realtà che quotidianamente operano nei territori e che quotidianamente intercettano, da prospettive differenti, le trasformazioni sociali legate ai processi migratori. Un momento di connessione territoriale e riconoscimento reciproco tra soggetti che operano sui temi dell’inclusione, dei diritti e della coesione sociale.
Dal dialogo tra esperienze, competenze e prospettive differenti è emersa con forza proprio l’idea di integrazione richiamata dal progetto Puglia Inte(g)razione: non un processo unidirezionale, appiattito sulla dimensione della regolarità amministrativa, ma uno spazio di interazione, partecipazione e sperimentazione interculturale capace di mettere in relazione territori, istituzioni e comunità diverse.
La Puglia, per posizione geografica e storia, si confronta da sempre con i movimenti che attraversano il bacino del Mediterraneo. Parlare di migrazioni e integrazione non significa soltanto discutere di flussi o numeri, ma interrogarsi sul modello di cittadinanza e di comunità che si intende costruire. Un passaggio richiamato dal presidente della Regione Antonio Decaro, che ha definito l’accoglienza una responsabilità storica e civile di una regione di frontiera chiamata quotidianamente a misurarsi con i processi migratori senza rinunciare ai principi di solidarietà e inclusione.
L’apertura dei lavori è stata preceduta da un momento di ricordo dedicato a Bakari Sako, lavoratore maliano brutalmente assassinato nei giorni scorsi a Taranto. Un passaggio che ha attraversato l’intera conferenza: parlare di politiche migratorie e di integrazione significa infatti interrogarsi anche sulla qualità della vita democratica, sulle forme di esclusione e razzismo che persistono nei nostri territori e sulla capacità delle istituzioni e delle nostre comunità di costruire diritti, riconoscimento e inclusione sociale per tutti i cittadini. Questo è quanto è emerso dall’intervento di Enzo Pilò, presidente di Babele APS Taranto, che, nel richiamare la memoria di Bakari Sako, ha riportato il confronto sul terreno concreto delle esperienze situate, delle vulnerabilità sociali e della necessità di rafforzare reti di prossimità, partecipazione e solidarietà.
Nel corso degli interventi introduttivi, Barbara Siclari, Dirigente della Divisione I della Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha richiamato l’importanza di rafforzare il coordinamento tra livello nazionale e territori nella costruzione delle politiche migratorie, sottolineando il ruolo strategico delle reti territoriali e della programmazione partecipata.
L’assessora regionale Silvia Miglietta ha sottolineato la necessità di costruire politiche migratorie capaci di superare approcci emergenziali e frammentati, rafforzando invece strumenti di partecipazione, integrazione territoriale e accesso ai diritti. Un richiamo alla necessità di leggere le migrazioni non come una questione separata, ma come una dimensione che attraversa trasversalmente welfare, lavoro, salute, formazione e coesione sociale.
Dopo una lectio dell’avvocato Dario Belluccio dell’ASGI, dedicata ai riflessi del nuovo Patto europeo asilo e immigrazione sul sistema dell’integrazione sociale, i lavori sono entrati nel vivo attraverso quattro panel che definiranno altrettanti assi strategici del futuro Piano regionale: abitare, salute, lavoro ed empowerment.
Dalla conferenza è emersa una importante consapevolezza: la necessità di rafforzare le politiche di accesso alla casa, alla salute, al lavoro e all’istruzione, riconoscendo nei cittadini e nelle cittadine straniere una componente strutturale della società pugliese.
Nelle conclusioni, il Dirigente della Sezione Sicurezza del Cittadino, Politiche per le Migrazioni e Antimafia Sociale della Regione Puglia, Vitandrea Marzano, ha annunciato ufficialmente il lancio del percorso partecipativo MiCS e del nuovo portale di e-participation dedicato alla costruzione condivisa del Piano regionale.
MiCS – Migrazione Condivisa e Sostenibile: cos’è il percorso partecipativo in avvio con Puglia Inte(g)razione
MiCs è il percorso partecipativo promosso dalla Regione Puglia per costruire il nuovo Piano regionale delle politiche per le migrazioni.
Inserito nel Work Package 1 di Puglia Inte(g)razione, il percorso MICS (Migrazione Condivisa Sostenibile), inaugurato con la Conferenza regionale del 20 maggio, si aprirà al confronto programmatico nella community regionale con una seconda fase, prevista tra giugno e settembre, con l’attivazione del portale partecipativo, attraverso cui cittadini, operatori, associazioni e stakeholder potranno contribuire con proposte, riflessioni, buone pratiche e orientamenti sui quattro assi del Piano.
Tra settembre e novembre 2026 prenderà avvio un roadshow territoriale che attraverserà le sei province pugliesi, un’attività, a cura di Nova, che metterà in campo capacity building, ricerca-azione e co-progettazione, in cui la Regione incontrerà i territori, promuovendo momenti pubblici di ascolto, confronto e partecipazione civica finalizzati alla costruzione condivisa degli obiettivi di medio-lungo periodo del Piano regionale. Parallelamente sarà realizzata anche una survey regionale finalizzata ad approfondire percezioni sociali, orientamenti valoriali e aspirazioni di cambiamento rispetto ai quattro ambiti strategici individuati. Infine, tra novembre e dicembre, sarà predisposta una prima bozza del nuovo Piano regionale delle politiche per le migrazioni, che verrà nuovamente restituita alla community territoriale prima dell’avvio dell’iter formale di approvazione.
Il cuore politico dell’intero percorso sta probabilmente proprio qui: nella scelta di trasformare la costruzione del Piano in un processo collettivo di ascolto, confronto e partecipazione. Una scelta che prova a contrastare la crescente semplificazione del dibattito pubblico sulle migrazioni e a ricostruire invece spazi democratici di elaborazione condivisa.
Per partecipare attivamente al percorso MiCS e contribuire alla costruzione condivisa del nuovo Piano regionale delle politiche per le migrazioni a giugno sarà online il portale dedicato: pianoimmigrazione.it.
Ulteriori informazioni e aggiornamenti sul progetto Puglia Inte(g)razione sono disponibili su puglia.integrazione.org oppure scrivendo a puglia@integrazione.org.
Fonte: NOVA ONLUS Consorzio di Coop. Soc.