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Assistenza alle vittime di sfruttamento lavorativo: avviata sperimentazione con 10 Comuni SAI
10 giugno 2026
Assistenza alle vittime di sfruttamento lavorativo: avviata sperimentazione con 10 Comuni SAI
L’iniziativa promossa da Ministero del Lavoro e ANCI
Costruire un modello nazionale di presa in carico delle vittime di sfruttamento lavorativo fondato sulla collaborazione tra amministrazioni centrali, Comuni e rete territoriale dei servizi. È questo l’obiettivo del progetto “
Emersione dello sfruttamento lavorativo e presa in carico delle vittime: la sperimentazione nazionale con i Comuni della rete SAI
”, dedicata all’attuazione delle misure previste per i
titolari del permesso di soggiorno ex articolo 18-ter del Testo Unico sull’Immigrazione
e promossa dal
Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, realizzata in collaborazione con Anci e la fondazione Cittalia.
L’iniziativa presentata il 9 giugno a Roma, presso la sede dell’Anci, si inserisce nella cornice delle previsioni del decreto-legge 145 del 2024, che ha introdotto nel Testo Unico dell’Immigrazione l’articolo 18-ter dedicato alle vittime di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. La norma, all’articolo 6, ha previsto, accanto agli strumenti di tutela giuridica, l’ammissione dei cittadini titolari di questa tipologia di permesso di soggiorno e dei loro parenti e affini entro il secondo grado a specifici programmi individuali di assistenza finalizzati alla formazione, all’inclusione sociale e all’inserimento lavorativo.
L’inizio di una nuova sperimentazione con il coinvolgimento di dieci Comuni aderenti al Sistema di Accoglienza e Integrazione innesta sull’infrastruttura di competenza e di pratiche già consolidate nel corso degli anni attraverso il SAI un nuovo strumento per la presa in carico delle vittime di sfruttamento lavorativo e intermediazione illecita e per la loro inclusione socio-lavorativa. I Comuni coinvolti nella sperimentazione sono
Catania, Cuneo, Genova, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Prato, Ravenna e Treviso
.
Dopo i saluti istituzionali, affidati a
Camilla Orlandi
, responsabile del Dipartimento Immigrazione di Anci e a
Stefania Congia
, Direttrice generale per le Politiche migratorie e per l’inserimento sociale e lavorativo dei migranti del Ministero del Lavoro, sono seguiti gli interventi di
Barbara Siclari
, Dirigente della Divisione I della Direzione generale per le Politiche migratorie,
Federica Raschellà
, Direttore generale di Cittalia e di
Annalisa Giovannini
, responsabile dell’ufficio di staff Sviluppo progetti e supporto tecnico alle divisioni di Cittalia.
L’incontro è proseguito con il confronto tra i Comuni sperimentatori, rappresentati da amministratori e dirigenti, le amministrazioni centrali rappresentate da
Raffaele Ieva
dirigente della Divisione II, Direzione Generale per le politiche migratorie,
Maria Santoli
, Primo dirigente 1° divisione – Servizio Immigrazione, Direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere, ministero dell’Interno,
Stefano Pizzicannella
, Coordinatore Ufficio per le politiche contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani, Dipartimento per le pari opportunità, Presidenza del Consiglio dei ministri e
Virginia Costa
, Responsabile Servizio centrale SAI.
Nel pomeriggio si è tenuta una sessione dedicata agli aspetti tecnici del progetto, relativi allo sviluppo concreto delle azioni progettuali e agli adempimenti tecnico-amministrativi e per delineare le azioni che Anci e Cittalia svilupperanno a sostegno dei Comuni.
Per la misura di carattere programmatorio sono stati stanziati 800mila annui a decorrere dal 2025. Sulla base di una scelta effettuata dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, le risorse consentiranno una sperimentazione della durata di 24 mesi contando su un importo complessivo di 1,6 milioni.
Nell’ambito del progetto, Anci assicurerà il coordinamento istituzionale della sperimentazione, il raccordo con il ministero del Lavoro, il trasferimento delle risorse e il monitoraggio complessivo delle attività. Cittalia garantirà invece il supporto tecnico e metodologico ai Comuni, l’elaborazione degli strumenti operativi comuni, l’accompagnamento delle amministrazioni locali nell’attuazione degli interventi e la raccolta delle esperienze territoriali utili alla definizione di un modello nazionale.
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